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L'Ispettore Bloch è uno dei comprimari principali del fumetto horror Dylan Dog, edito dalla Sergio Bonelli Editore ed ideato da Tiziano Sclavi.

Aspetti salienti Modifica

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Vedovo da molti anni, perde anche il suo unico figlio Virgil (ucciso mentre tentava di rapinare una banca) negli anni in cui Dylan era alcolizzato cronico e stava pensando di diventare l'indagatore dell'incubo. L'episodio, narrato nel numero 200 della serie regolare, apparentemente contraddice i fatti dell'albo 191. In quest'albo (Sciarada), Bloch si rivolge infatti al collega Rascal Herbst additando Dylan quale "figlio che non ho mai avuto". Oltretutto il soggetto e la sceneggiatura delle due storie in questione portano la firma dello stesso autore, ovvero Paola Barbato. Tuttavia nel numero 200 viene chiaramente evidenziato come, neanche troppo inconsciamente, Bloch non avesse una grande considerazione di suo figlio Virgil, considerandolo fragile ed indifeso, mentre viceversa ammirasse Dylan elogiandone proprio davanti a Virgil le sue doti da agente di polizia. Quindi con l'espressione "figlio che non ho mai avuto" Bloch poteva benissimo riferirsi al rimpianto di non aver visto in suo figlio le doti che avrebbe poi trovato nel suo miglior agente.

Superiore di Dylan quando lavorava a Scotland Yard e suo "padre" spirituale, spesso lo chiama "Old Boy". Al personaggio sono legati diversi tormentoni della storia: la paura di perdere la pensione ogni qualvolta gli si presenti un caso di difficile risoluzione, la sua dipendenza dagli antiemetici alla vista dei cadaveri, i guai causatigli da Dylan, e le sue battute di stile tipicamente inglese legate a ciò che non fa più («non rido più dal '46»). È anche piuttosto "allergico" alle continue freddure di Groucho.

Incapace di dire di no anche alle richieste più improbabili di Dylan, le soddisfa sfidando sempre le ire di un soprintendente che, pur non essendosi mai palesato, risulta decisamente ostile. Talvolta è Bloch stesso a sollecitare esplicitamente le "indagini" dell’amico nei casi più bizzarri che coinvolgono il suo ufficio.

Il suo più stretto collaboratore è un personaggio decisamente poco sveglio di nome Jenkins, comico involontario in grado di fraintendere praticamente ogni cosa gli venga detta.

CuriositàModifica

  • Compare fin dal primo numero, L'Alba Dei Morti Viventi.
  • Nonostante venga giornalmente a contatto con scene di sangue e similari, l'ispettore Bloch ancora non vi si è abituato e fa un costante uso di antiemetici per "sopravvivere" alla cosa.
  • Il suo aspetto è ispirato all'attore inglese Robert Morley (1908-1992), mentre il suo nome è stato probabilmente ripreso da quello dello scrittore Robert Bloch, autore, tra gli altri, del libro Psyco.

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